In Sostanza: Manuale sulle dipendenze patologiche

Edizioni CLAD
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Publisher
Edizioni CLAD
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Published on
Jun 22, 2018
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Pages
874
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ISBN
9788894342208
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Language
Italian
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Genres
Medical / Psychiatry / Child & Adolescent
Medical / Psychiatry / Psychopharmacology
Psychology / Emotions
Self-Help / Compulsive Behavior / Gambling
Self-Help / Compulsive Behavior / Sex & Pornography Addiction
Self-Help / Substance Abuse & Addictions / Alcohol
Self-Help / Substance Abuse & Addictions / Drugs
Self-Help / Substance Abuse & Addictions / General
Self-Help / Substance Abuse & Addictions / Tobacco
Social Science / Sociology / General
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"Vorrei cambiare; come posso fare per migliorarmi?". Lo chiedono in molti, oppressi sotto il peso dei propri disagi, perché così credono di uscirne. Ma sbagliano completamente: la soluzione non sta nello sforzarsi di cambiare, ma nell’essere finalmente se stessi. Ciascuno di noi ha in dote un dono speciale, un talento che chiede solo di essere portato alla luce. È l’unica fonte di vero benessere, che può salvarti da ansia, depressione e insicurezza. Il tuo talento esclusivo è la via maestra che ti conduce alla scoperta di te stesso. Come puoi farlo venire a galla? Impara a osservare senza giudicare, a eliminare le parole e i gesti inutili, ad aprire la mente alle novità. Più volte lo ha ribadito in questi anni Raffaele Morelli attraverso i suoi scritti, negli incontri di gruppo e sul “blog”. In questo libro riportiamo le sue riflessioni in risposta a una serie di domande molto frequenti. Ne esce l’indicazione di un percorso lungo il quale ciascuno può arrivare a essere davvero se stesso: nei pensieri e nelle azioni, nei rapporti con gli altri, nella coppia, in famiglia e sul lavoro.

L'autore

Medico psichiatra e psicoterapeuta, Raffaele Morelli fonda nel 1979 a Milano l'istituto Riza di medicina psicosomatica. Il suo lavoro è da sempre orientato alla riscoperta della dimensione psicosomatica come chiave di senso per interpretare ed affrontare le patologie e i grandi disagi dell'epoca contemporanea. Autore di numerosi libri di successo, dirige le riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire, MenteCorpo.
La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un’esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell’infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell’era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l’amicizia, l’amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all’interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell’essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici. La felicità promessa dal progresso moderno è associata a un’esistenza priva di turbamenti, di inciampi, senza sforzo. Ma siamo proprio sicuri che questa sia felicità? Richiamando con emozione pensatori quali Johann Wolfgang von Goethe o Alexis de Tocqueville, Sigmund Freud o Max Scheler, Zygmunt Bauman riflette sulle cause sociali della felicità e dell’infelicità dei nostri giorni. Mentre il mercato consumistico produce clienti insoddisfatti, una strana malinconia pervade gli abitanti delle nostre democrazie. La solitudine, virus dell’era contemporanea, nutre il business dei social network, e intanto l’amicizia, l’amore e la necessità vitale di vivere assieme agli altri all’interno della polis comune tendono a sparire. Bauman disegna il tragitto dell’essere umano che, fra destino e carattere, si muove alla ricerca della felicità. Se la felicità non è uno stato permanente, se è difficile definirne il contenuto – come insegna il pensiero filosofico, da Aristotele a Kant – una cosa è comunque certa: meglio essere felici che infelici.
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